La Talpa

 

La TBM scudata che ha operato per la realizzazione della galleria profonda della metropolitana cittadina rientrava nella tipologia di frese cosiddette EPB (Earth pressure balance), generalmente utilizzate per i terreni di scavo che non hanno capacità di auto sostegno come nel caso dei terreni alluvionali di Brescia.

Il suo compito è consistito nello scavare il terreno determinando, tramite un bilanciamento del volume di scavo, una pressione di terra capace di sostenere il fronte stesso, e montare il rivestimento costituito da sette elementi prefabbricati posti in opera realizzando un anello di chiusura.

La TBM utilizzata a Brescia era lunga circa 130 metri, pesante 1300 tonnellate e costituita da uno scudo cilindrico di 9 metri di diametro e 9 metri di lunghezza, seguito da una serie di carri di servizio, il cosiddetto backup. Nella parte anteriore lo scudo presentava una fresa di 9 metri di diametro la cui rotazione era garantita da 14 motori idraulici che sviluppavano una potenza di 2.000 kw. L’alimentazione elettrica avveniva con una media tensione in galleria di 15.000 volt.

La macchina che ha operato a Brescia è un prodotto della tecnologia tedesca, costruita dalla Herrenknecht di Schwanau e di proprietà dell’Astaldi. Herrenknecht e Astaldi hanno operato di concerto con grande scrupolo e anche nelle fasi operative più importanti i tecnici tedeschi hanno sempre garantito consulenza e assistenza perché ogni cosa fosse ben rodata e collaudata.
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La TBM nelle stazioni



La TBM non ha percorso un viaggio costantemente al buio, nelle profondità della città, nelle sue viscere. A distanze variabili, da 500 metri ad un chilometro, ha incontrato le stazioni aperte e lì è tornata a rivedere la luce e a mostrarsi anche al pubblico. Nelle sei tappe intermedie, prima di giungere alla meta costituita dalla stazione denominata Ospedale, i tecnici hanno così potuto intervenire per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria.

La prima tappa è stata rappresentata da Volta, con “piano del ferro” a meno 17 metri; una grande scatola larga 20 metri, lunga 60 e profonda 22. Poi è toccato a Lamarmora, la stazione predisposta per lo “sfiocco” in direzione Fiera, dove il tracciato della rete è pronto a sdoppiarsi avendo già approntato la via che rappresenterà la seconda, futura, linea.

La terza tappa lungo il cammino sotterraneo della talpa è avvenuta a Brescia due, a 27 metri di profondità. Poi è stata la volta della Stazione FS, nei pressi della stazione ferroviaria cittadina e dislocata trasversalmente rispetto ai binari ferroviari con l’accesso orientato in direzione dell’uscita dello scalo per agevolare i passeggeri.

Dopo aver attraversato “a pieno” le stazioni centrali di Vittoria e San Faustino, per vicende legate ai ritrovamenti delle fondamenta di una torre medievale e le antiche mura venete, è stato poi il turno di Marconi e della Stazione Ospedale, ultima tappa prima di giungere, poco innanzi, al pozzo di estrazione.

I tempi di traslazione nelle stazioni dove sono avvenuti i passaggi “a vuoto” sono stati variabili in relazione alle necessità di effettuare manutenzioni ordinarie e soprattutto straordinarie sulla TBM stessa. Ci sono state stazioni dove la traslazione è avvenuta nel giro di 20/30 giorni altre che hanno necessitato 40/50 giorni.
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Breve cronistoria del viaggio





La TBM ha iniziato ad operare il 6 dicembre 2005, quando ha acceso i motori all’interno del pozzo di immissione. Circa quattro mesi più tardi, il 26 aprile, ha raggiunto la stazione Volta ed è ripartita il 19 giugno. Il 22 gennaio 2007 ha fatto il suo ingresso alla stazione di Lamarmora, reduce dalla voragine apertasi in agosto che ha richiesto diverse settimane di stop per procedere alla manutenzione. Da Lamarmora è ripartita il 21 marzo, direzione Breasciadue dov’è arrivata il 28 maggio per ripartire il 28 giugno. Il 25 settembre il disco della fresa si è mostrato nella buca della Stazione FS, ultima tappa prima di affrontare il percorso del centro storico intrapreso dal 16 novembre. A Vittoria è giunta il 5 febbraio 2008, ha attraversato senza problemi corsetto S.Agata, ha affiancato la Loggia e ha tagliato il traguardo di San Faustino il 9 luglio. Da lì è ripartita il primo settembre giungendo a Marconi il 20 ottobre per ripartire il 26 novembre. Il 16 febbraio 2009 si è presentata nell’ultima stazione d’innanzi all’Ospedale Civile per percorrere quindi gli ultimi 200 metri verso il pozzo di estrazione.

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