Arte in Metro
Arte in Metro
La metropolitana di Brescia non è solo un’infrastruttura di mobilità, ma uno spazio urbano vivo, attraversato ogni giorno da migliaia di persone e capace di diventare luogo di incontro tra funzionalità e cultura. Fin dalla progettazione la metropolitana e le stazioni sono state concepite come un ambiente aperto alla città, in cui architettura, luce e materiali dialogano con l’esperienza quotidiana dei passeggeri.
In questo contesto, l’arte trova naturalmente spazio, trasformando stazioni, ingressi e superfici in occasioni di racconto, identità e visione, e rendendo il viaggio parte integrante di un’esperienza culturale diffusa.
È stato chiaro fin dai primi anni di esercizio che le stazioni della metropolitana di Brescia, con la loro architettura essenziale ed elegante, luminosa e spaziosa, ben si prestassero ad accogliere al loro interno elementi artistici che contribuissero a dare identità al luogo. È venuto così alla luce un progetto ambizioso e innovativo, che si propone di portare l’arte contemporanea in un luogo ad alta frequentazione quale, appunto, una metropolitana.
Le prime opere permanenti che hanno trovato spazio all’interno della metropolitana, nell’ambito del progetto SUBBRIXIA, sono “**Gothic Minerva**” di Patrick Tuttofuoco (stazione metro San Faustino) e “**Brixia**” di Marcello Maloberti (stazione metro FS), due interventi artistici che nel tempo sono diventati elementi caratterizzanti delle stesse stazioni in cui si trovano.
Nell’ottobre del 2020 la metropolitana si è aperta nuovamente all’arte con Emilio Isgrò che, in occasione del ritorno della Vittoria Alata a Brescia, ha realizzato un’opera che ridisegna la sagoma del capolavoro antico: “**Incancellabile Vittoria**” è una monumentale installazione di circa 200 mq il cui soggetto presenta la sagoma della Vittoria Alata che si eleva dalle cancellature tipiche della sua cifra espressiva più caratteristica. L’opera è stata ideata e installata sulla parete nord della stazione Metro FS, che si pone come nuova porta d’ingresso alla città e simbolo dell’accoglienza.
Nel 2022 l’arte è tornata ad essere protagonista della metropolitana con Nathalie Du Pasquier - una delle personalità più poliedriche della scena artistica internazionale - che ha creato un’installazione permanente che, attraverso un mosaico di piastrelle colorate e linee geometriche, trasforma l’ingresso della stazione Vittoria, attribuendogli un nuovo significato. Intitolata "**Mind the gap**", la grande opera gioca con l'invito a un cambio di prospettiva e all'apertura di un nuovo sguardo nell'esperienza di tutti i passeggeri, che quotidianamente la incontreranno e potranno interagire con essa. La capacità dell'artista di offrire nuove interpretazioni dello spazio, attraverso composizioni di forme e colori, in questo caso si lega all’utilizzo di un materiale che si trova comunemente nelle metropolitane, la mattonella in ceramica, reinterpretato con nuove evocazioni.
Il percorso artistico di SUBBRIXIA si è arricchito ulteriormente nel 2024 con “**BrixiaDue**” di Andreas Angelidakis, un intervento monumentale e site specific per l’ingresso della stazione Bresciadue. Quattro grandi colonne greche trasformano gli elementi strutturali della stazione in un immaginario ritrovamento archeologico, creando un dialogo suggestivo tra la città antica di Brixia e uno dei luoghi più contemporanei e tecnologici della mobilità urbana.
Avviato nel 2023 in occasione del decennale della metropolitana di Brescia e dell'anno di Brescia Bergamo Capitale della Cultura, il Metro Urban Museum (MUM) è un progetto in costante evoluzione che intreccia il linguaggio della street art e dell’arte urbana con il tessuto cittadino, coinvolgendo cittadini e visitatori in un viaggio inaspettato e quotidiano.
Tutto ha avuto inizio con “Connessioni” di Luca Font, che nell’aprile 2023 ha segnato il primo capitolo di questa rivoluzione artistica con il suo tratto geometrico e minimalista, intrecciando paesaggi urbani immaginari e visioni simboliche della mobilità.
Nel giugno dello stesso anno, è stato J. Demsky a riscrivere il codice visivo del museo con “Hypr Metrobot™”, un’esplosione digitale che sembra emergere direttamente dagli anni Ottanta e Novanta: forme e colori si sovrappongono, evocando la frenesia dei videogiochi arcade, l’accelerazione della nostra epoca, la fusione tra tecnologia e arte urbana.
Nel novembre 2024, è stata la volta di Joys, che con “YARDA” fonde lettering e geometria, disegnando un linguaggio tridimensionale che incontra l’architettura del deposito: il verde, colore dominante della sua opera, dialoga con la città, con i suoi spazi, con chi la vive.
Il 1° aprile 2025 il museo si è espanso ancora, accogliendo Peeta, maestro della tridimensionalità pittorica.
Ad ottobre dello stesso anno il MUM ha accolto l’opera “YOU CAN’T STOP THIS TRAIN!” dell’artista emergente Valentina Picozzi che porta a Brescia la sua cifra cyberpunk, intrecciando arte urbana, tecnologia e libertà d’espressione in un racconto che parla di controllo, indipendenza e futuro.
Un museo senza pareti, senza biglietti, accessibile a tutti e in continua trasformazione nel deposito della metropolitana di Brescia in via Magnolini 3.
Il Metro Urban Museum è aperto al pubblico, previa prenotazione scrivendo a comunicazione@bresciamobilita.it
Si organizzano visite per gruppi di minimo 15 – massimo 40 persone. L’ingresso è gratuito e la visita dura circa 45 minuti
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17 febbraio